Il vescovo Mariano Crociata ha comunicato durante l’assemblea del clero l’elenco dei nuovi incarichi pastorali, tra trasferimenti di parroci, nomine diocesane e avvicendamenti nelle parrocchie.
Questa mattina il vescovo Mariano Crociata ha presieduto l’assemblea del clero, che si è tenuta presso la Curia diocesana di Latina. L’incontro è stato un momento di condivisione e confronto sull’anno pastorale appena trascorso, ma anche l’occasione per accennare ai temi e agli ambiti da sviluppare nel prossimo cammino della comunità diocesana. Al termine dell’assemblea, il vescovo Crociata ha comunicato una serie di trasferimenti di parroci e altre nomine. Don Leonardo Chiappini sarà parroco al SS.mo Cuore di Gesù a Borgo Sabotino, Latina.
Don Alfonso Fieni sarà parroco della concattedrale di S. Cesareo a Terracina. Don Pasquale Tamborrino sarà parroco a S. Giovanni Battista a Giulianello, nel comune di Cori. Don Fernando Vazquez sarà amministratore parrocchiale a Gesù Divin Lavoratore, a Latina, insieme a Madonna di Loreto. Tra gli avvicendamenti comunicati rientra anche quello alla Parrocchia cattedrale di S. Marco, a Latina. Don Francesco Pampinella, sdb, lascerà la guida della parrocchia al confratello salesiano Don Sergio Pallini, nell’ambito degli avvicendamenti della famiglia religiosa. Il vescovo Crociata ha comunicato anche altre nomine all’interno della Diocesi. Don Gianmarco Falcone è stato nominato Cancelliere vescovile. Resterà parroco di Sezze Scalo. Don Alberto Barda è il nuovo cappellano dell’ospedale S. Maria Goretti di Latina. Il vescovo Crociata ha ringraziato i presbiteri coinvolti nei trasferimenti per la disponibilità assicurata ad assumere i nuovi incarichi. Allo stesso tempo ha rivolto un ringraziamento anche a coloro che hanno lasciato il servizio per motivi di salute o per raggiunti limiti di età. Tra questi figura don Isidoro Petrucci, che ha trascorso complessivamente 42 anni nella Cancelleria, di cui gli ultimi 30 anni come Cancelliere vescovile. Don Petrucci, già lo scorso febbraio, al compimento del 75° anno d’età, aveva presentato la rinuncia all’ufficio, come previsto dal Diritto canonico. LatinaOggi - 26.06.2026




