La vittima è un uomo di origine bulgare assunto da una ditta che si occupava della manutenzione dell'impianto fotovoltaico di Borgo Sabotino

E'un operaio di origini bulgare la vittima dell'ennesimo incidente sul lavoro avvenuto ieri pomeriggio, 11 maggio, a Latina, all'interno di un impianto fotovoltaico di Borgo Sabotino. L'uomo, rimasto folgorato, aveva 35 anni ed era residente a Sermoneta, regolarmente assunto da una ditta pugliese che si occupava di interventi di manutenzione nell'impianto di Latina, che si trova in via Astura ed è di proprietà di una società di Bolzano. A dare l'allarme sono stati i suoi colleghi che hanno ritrovato il corpo quasi completamente carbonizzato. Inutile ogni tentativo di soccorso e rianimazione.

Tutto è accaduto intorno alle 14 di oggi quando i colleghi hanno trovato il corpo del 36enne senza vita dell'uomo dando l'allarme ai soccorsi e ai carabinieri

Tragedia a Latina, in località Borgo Sabotino, dove un uomo di 36 anni è morto folgorato all'interno di un impianto fotovoltaico. A trovare il corpo del 36enne di origini bulgare sono stati alcuni colleghi operai che non avendo sue notizie lo cercavano da questa mattina. La drammatica scoperta è stata fatta intorno alle 14 di oggi, mercoledì 11 maggio, e subito i colleghi hanno dato l'allarme ai soccorsi e alle forze dell'ordine. L'ambulanza purtroppo non ha potuto far altro che constatare il decesso, mentre i carabinieri della Stazione del borgo stanno raccogliendo i primi elementi utili a ricostruire il quadro e a capire cosa sia accaduto.

Nei guai un giovane di 20 anni: le indagini dei carabinieri messi in allerta dalla vittima. Recuperata parte della merce acquistata

Ha fatto acquisti online utilizzando la carta di credito di un altro: scoperto è stato denunciato. Nei guai a Latina un giovane di 20 anni identificato dai carabinieri. Le indagini dei militari della Stazione di Borgo Sabotino che hanno deferito il ragazzo a seguito di decreto di perquisizione domiciliare emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, rilasciato a termine della specifica attività info-investigativa scaturita da una denuncia-querela.

Inchiesta 'Tacchi a spillo', madre e figlio si difendono dall'accusa di avere affittato le abitazioni alle donne straniere, il padre resta in silenzio

Si sono difesi raccontando che pensavano che in quelle abitazioni affittate a donne straniere venissero praticati massaggi e non invece la prostituzione. Daniele Sciotti, 40enne di Latina, e la madre 67enne, hanno scelto di rispondere alle domande del giudice mentre il padre, Teodoro Sciotti anche lui 67enne, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Il Borgo di una volta

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22-05-2022